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La conferenza di Cornetto
A metà ottobre 2007, finalmente, la giunta comunale e quella
regionale, spinte dalle proteste che provengono dai cittadini, decidono
di organizzare un confronto pubblico sull’ampliamento della
fiscarica di Belladanza. Entrando in sala ci si accorge che la giunta
avesse calcolato una presenza di una cinquantina di persone. Invece
la sala, che ha una capienza superiore alle 300, è piena per
ben oltre la metà. Molti cittadini sono costretti a rimanere
in piedi. L’orrore di Belladanza fa muovere anche coloro che,
tradizionalmente, sono più restii a mostrarsi in pubblico.
L’incontro viene organizzato in una sala pubblica a Cornetto,
una delle borgate di Città di Castello nell’immediata
vicinanza dell’impianto della Sogepu: la giunta vuole evitare
che gli abitanti del centro siano confrontati troppo da vicino con
questo problema...
Le proteste dei cittadini
Per la prima volta l’ingegner Ennio Spazzoli, il sindaco Fernanda
Cecchini e l’assessore all’Ambiente Massimo Massetti cercano
di spiegare le loro ragioni sul raddoppio di Belladanza ai cittadini.
Questi ultimi, inferociti, lamentano a gran voce:
a) che la decisione di ampliare la discarica sia stata presa in modo
non trasparente e quasi in segreto dal Consiglio Comunale;
b) che questa decisione sia stata presa nonostante lo stesso consiglio
comunale avesse per anni promesso che Belladanza sarebbe stata chiusa
e bonificata al più tardi alla scadenza “naturale”
del 2011;
c) che la discarica già nella forma attuale stia seriamente
danneggiando l’ambiente del comprensorio dell’Alto Tevere
e la salute degli abitanti nelle zone immediatamente intorno a Belladanza
– e che quindi non solo la discarica non va raddoppiata ma,
se possibile, immediatamente chiusa;
d) che la discarica, prevista solo per raccogliere la produzione di
rifiuti del comprensorio dell’Alto Tevere, ora stia raccogliendo
l’immondizia proveniente da ogni dove – e probabilmente
senza che sia possibile (o voluto) alcun serio ed indipendente controllo
sulla natura e la tossicità dei rifiuti smaltiti;
e) che l’unica spiegazione possibile per un simile atteggiamento
è che qualcuno, nell’amministrazione della cosa pubblica,
abbia un interesse illegittimo legato ai grossi profitti provenienti
da una gestione “spensierata” della Discarica.
Fernanda Cecchini, tra arroganza e imbarazzo
Nel corso della riunione, che si protrae fin oltre la mezzanotte,
i cittadini bombardano di domande il sindaco Cecchini, Spazzoli e
Massetti. Loro non risponderanno nemmeno a metà delle domande,
ma si limiteranno a sostenere le seguenti tesi:
a) che la discarica non inquina, non ha mai inquinato e non è
pericolosa;
b) che la discarica ora accetta rifiuti speciali, per giunta in arrivo
dall’esterno del comprensorio, ma non rifiuti tossici e/o pericolosi;
c) che la discarica, dopo che sarà stata raddoppiata, sarà
fonte di ricchezza e benessere per tutto l’Alto Tevere e per
Città di Castello in particolare;
d) che il Progetto di Fattibilità, redatto dalla Sogepu ed
imposto al consiglio comunale nella seduta del 23 luglio 2007, non
solo non sia illegale – come sostengono i membri del Nuovo Comitato
di Belladanza – o completamente privo di contenuti seri e verificabili
– come sostengono i membri del Comitato Ambientale Belladanza
– ma che sia un segno di trasparenza politica ed amministrativa;
e) che la Regione Umbria abbia da tempo imposto a Città di
Castello, tramite la legge finanziaria regionale, di raddoppiare Belladanza
– e che quindi il Piano della Sogepu sia solo l’ottemperamento
di quanto richiesto dalla legge;
f) che la Giunta avesse da tempo avvertito i cittadini in riunioni
pubbliche, alle quali però i cittadini, disinteressati, non
avevano mai voluto partecipare. Ma la signora Cecchini commette un
errore. Cita un incontro pubblico particolare. Una parte dei cittadini
presenti inizia a gridare: “Noi c’eravamo, era lei, quella
sera, a non essere venuta!”
g) che la discarica sia stata fortemente voluta da oltre il 90% dei
cittadini di Città di Castello ed ora sia avversata solo “da
poche centinaia di egoisti” – coloro che per l’appunto
sono presenti quella sera a Cornetto;
h) che il Governo della città ha deciso di ampliare Belladanza
solo perché la comunità di Città di Castello
avrebbe più volta manifestato l’intenzione di essere
pronta a pagare qualunque prezzo pur di non far portare più
i rifiuti a Ponte del Rio ed a pagare il pizzo sui rifiuti a Perugia.
Il sindaco Cecchini finisce tra i fischi e le risate. Nel suo ultimo
disperato tentativo di raggiungere una mediazione si spinge persino
a dichiarare che l’incontro del Cornetto abbia in fondo in fondo
dimostrato che i cittadini sono d’accordo con il raddoppio di
Belladanza ma solo offesi (quasi fossero bambini) per il fatto di
non essere stati consultati per tempo. |