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Le lotte del Comitato Ambientale Belladanza di Carlo Masciarri
Senza di loro oggi l’opposizione alla discarica sarebbe impossibile.
Sono loro che, per due decenni, hanno sistematicamente raccolto documenti
e prove, svolto riunioni, organizzato blocchi, sfidato l’autorità
politica quando questa negava ai cittadini ciò che aveva promesso.
Poi però, come ha detto lo stesso Carlo Masciarri in una pubblica
riunione dell’inizio novembre 2007, la gente, che aveva fatto
grande il comitato e messo alle corde l’amministrazione cittadina,
a poco a poco è scomparsa. I risultati delle lotte non sono
stati positivi, il che ha amareggiato i componenti del vecchio comitato.
La grande delusione la si è avuta quando il consigliere regionale
Oliviero Dottorini, dietro le insistenze di alcuni membri del Nuovo
Comitato per Belladanza (che allora ancora non esisteva) ha procurato
una copia del progetto per il raddoppio di Belladanza. Masciarri,
comprensibilmente pieno di rabbia e frustrazione, si è dimesso
da presidente del CAB – praticamente annientandone la struttura
e la capacità funzionale. Il Nuovo Comitato per Belladanza
chiede accoratamente che Carlo Masciarri ci ripensi – l’esperienza,
la passione e l’intelligenza del suo comitato devono restare
patrimonio della lotta dei cittadini del comprensorio dell’Alto
Tevere che invocano la salvaguardia della loro salute e dell’ambiente
in cui vivono!
Il perché della frustrazione del vecchio Comitato
Dopo un imponente impegno iniziale, l’interesse intorno alle
azioni ed alle tesi del CAB, con il passare del tempo, é andato
scemando. Tra le cause principali abbiamo creduto di individuare le
seguenti debolezze:
a) Il crescente disinteresse dei cittadini ha creato una sorta di
amarezza nei membri del comitato, che si sono sentiti soli ed hanno
continuato a produrre contenuti, pur non riuscendo più a renderli
fragorosamente pubblici come prima;
b) Il fatto che la problematica di Belladanza è così
complicata ha cambiato la loro lingua. Vent’anni fa Carlo Masciarri
ed i suoi amici parlavano come tutti gli abitanti della valle. Oggi
sono stati costretti ad imparare i termini tecnici ed a fronteggiare
il politichese. E la “base” a volte li sente come “estranei”;
c) Queste due concause hanno costretto i vertici del CAB a prendere
iniziative in modo distaccato dalla popolazione, nella speranza, purtroppo
delusa, che gli altri avrebbero capito e sarebbero tornati attivi
…
Ma le delusioni del CAB sono anche e soprattutto legate al fatto che,
come in tutte le cose in Italia, anche su Belladanza finora la politica
l’ha fatta da padrona. Proprio questo, secondo noi, è
stata la debolezza strategica principale del CAB: dopo essere stato
coinvolto, grazie ai meriti conquistati da Masciarri e dagli altri
membri, nella preparazione del piano dell’ENEA per la discarica
di Belladanza, il CAB ha combattuto il tradimento operato dall’amministrazione
locale, che quel piano lo ha disatteso, sbeffeggiato e reso inutile,
solo con manifestazioni politiche locali.
Il Nuovo Comitato crede che per vincere
la battaglia di Belladanza ci sia bisogno:
a) di un appoggio globale di tutte le organizzazioni che combattono
per l’ambiente;
b) di una conseguente e snervante battaglia mediatica sul piano nazionale
ed internazionale;
c) di una severissima battaglia giudiziaria a tutti i livelli - amministrativa,
civile e penale - che costringa la legge a fare il proprio dovere,
bloccando l’orrore della discarica e punendo coloro che sono
responsabili delle illegalità commesse negli ultimi 20 anni;
d) ma soprattutto DI USCIRE DALL’AMBITO RISTRETTO DELL’ALTO
TEVERE, che i politici locali gestiscono tutto in modo non trasparente,
non democratico e convinti della propria impunibilità. |